Il tartufo e i cuscinetti plantari sono strutture particolarmente resistenti, sottoposte ogni giorno al contatto con l’ambiente. Quando il normale processo di rinnovamento della pelle si altera, però, la cheratina può accumularsi in modo eccessivo: il naso diventa secco, ruvido e crostoso, mentre i cuscinetti possono apparire ispessiti, irregolari e talvolta fissurati.
Queste alterazioni non rappresentano una diagnosi unica. Possono essere un problema prevalentemente locale e benigno, ma anche il segnale di una malattia dermatologica o sistemica che richiede ulteriori accertamenti.
Che cosa si intende per ipercheratosi?
L’ipercheratosi è un aumento dello spessore dello strato più superficiale della pelle, dovuto a un’eccessiva produzione o a un accumulo di cheratina.
Sul tartufo può manifestarsi con:
- superficie secca e poco elastica;
- aspetto ruvido o irregolare;
- croste e proiezioni di cheratina;
- fissurazioni;
- occasionali erosioni o sanguinamento.
Nei cuscinetti, oltre all’ispessimento, possono comparire vere e proprie escrescenze cornee, crepe profonde e infezioni secondarie. Nei casi più severi il cane può avvertire dolore, leccarsi frequentemente le zampe, camminare con difficoltà o zoppicare.
E la paracheratosi?
La paracheratosi non è semplicemente una forma più grave di ipercheratosi. Il termine descrive un’alterazione del processo di maturazione delle cellule cutanee e, per essere identificata con certezza, può essere necessario esaminare un campione di pelle al microscopio.
Una forma conosciuta è la paracheratosi nasale ereditaria del Labrador Retriever, che tende a comparire nei cani giovani e provoca l’accumulo di materiale cheratinizzato soprattutto sulla parte dorsale del tartufo. È una condizione cronica che può essere controllata, ma non definitivamente eliminata; la conferma diagnostica può richiedere una biopsia cutanea.
Alterazioni paracheratosiche possono essere osservate anche in alcune dermatosi sensibili allo zinco e in patologie metaboliche o nutrizionali, motivo per cui la semplice osservazione dell’aspetto del naso non è sempre sufficiente a stabilire la causa.
Quali possono essere le cause?
Nel cane adulto o anziano può comparire una forma idiopatica di ipercheratosi nasale, nella quale non sono presenti infiammazione o altre lesioni evidenti. In questi casi il problema può essere soprattutto estetico, anche se l’eccessiva secchezza può favorire fessurazioni e sovrainfezioni.
Esistono però numerose altre possibili cause:
- predisposizioni ereditarie o di razza;
- alterazioni congenite della cheratinizzazione, come alcune forme di ittiosi;
- dermatosi sensibili allo zinco;
- malattie immunomediate;
- leishmaniosi;
- sindrome epatocutanea e altre patologie metaboliche;
- infezioni o infiammazioni secondarie delle zone fissurate.
La leishmaniosi, particolarmente importante nelle aree mediterranee, può coinvolgere sia il tartufo sia i cuscinetti ed essere accompagnata da altre alterazioni cutanee o sistemiche. La sindrome epatocutanea, invece, provoca frequentemente lesioni multifocali e un’ipercheratosi dei cuscinetti spesso molto dolorosa.
Nei cani brachicefali l’ipercheratosi nasale è osservata con una certa frequenza. La particolare conformazione del loro sistema nasolacrimale potrebbe ridurre l’arrivo delle lacrime nella parte anteriore della cavità nasale e contribuire alla secchezza del tartufo; si tratta, tuttavia, di un’ipotesi plausibile ma non ancora dimostrata in modo definitivo.
Come si arriva alla diagnosi?
Il veterinario valuta innanzitutto l’età del cane, la razza, il momento di comparsa delle lesioni e la loro distribuzione. È importante controllare non solo il tartufo, ma anche i cuscinetti, le unghie, le orecchie, le giunzioni mucocutanee e il resto della pelle.
In base al caso possono essere indicati:
- esame citologico delle lesioni;
- esami del sangue e delle urine;
- Test per malattie infettive, compresa la leishmaniosi;
- valutazione dell’alimentazione e delle terapie in corso;
- biopsia cutanea.
La biopsia è particolarmente utile quando sono presenti depigmentazione, erosioni, ulcerazioni, infiammazione, dolore, lesioni diffuse oppure quando si sospetta una malattia ereditaria, immunomediata o metabolica.
Come si tratta?
La terapia dipende dalla causa. Nelle forme idiopatiche e non complicate possono essere utilizzati prodotti emollienti e cheratomodulatori specifici per uso veterinario, applicati con regolarità per ammorbidire la cheratina e migliorare l’elasticità della superficie. Alcuni studi clinici hanno mostrato un miglioramento della secchezza, delle croste e dell’estensione delle lesioni dopo l’applicazione continuativa di specifici balsami topici.
Per i cuscinetti possono essere consigliati ammolli, emollienti o prodotti cheratolitici, associati al trattamento di eventuali infezioni secondarie. La cheratina non deve essere strappata, tagliata o rimossa energicamente a casa: questa pratica può provocare dolore, sanguinamento e ulteriori fissurazioni.
Non bisogna utilizzare creme per uso umano, oli essenziali, rimedi casalinghi o integratori di zinco senza aver prima identificato la causa e verificato che il prodotto sia sicuro per il cane.
Quando è importante far controllare il cane?
È consigliabile richiedere una valutazione veterinaria se:
- il tartufo sanguina, si ulcera o diventa dolorante;
- i cuscinetti presentano crepe profonde;
- il cane zoppica o non vuole camminare;
- compaiono cattivo odore, secrezioni o pus;
- le lesioni si estendono ad altre parti del corpo;
- sono presenti dimagrimento, abbattimento, alterazioni dell’appetito o altri sintomi generali;
- il problema compare in un cane giovane o peggiora rapidamente.
L’ipercheratosi può essere una semplice alterazione cronica da gestire nel tempo, ma non dovrebbe essere considerata automaticamente un problema soltanto estetico. Osservare tutte le lesioni e individuare l’eventuale causa sottostante permette di scegliere una terapia mirata, prevenire dolore e fissurazioni e mantenere naso e cuscinetti più sani!
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